Nel novero dell’imponente patrimonio artistico-culturale Termitano, l’arte sacra assume sicuramente un posto di rilievo; e quando quest’ultima incontra il folklore popolare e la devozione religiosa, ecco la nascita di un mito come quello del  “Miracoloso Crocifisso Nero di Termini Imerese”.

Questo antico crocifisso può essere considerato uno dei più antichi Crocifissi esistenti in Sicilia; a grandezza naturale, è attualmente posto all’interno del Duomo cittadino, all’interno della così chiamata Cappella di S. Gaetano (la seconda della navata destra), ma originariamente era ubicato presso la celebre Chiesa dell’Annunziata, sicuramente uno dei luoghi simbolici più importanti e distintivi della Città. Secondo le ricostruzioni dello storico termitano Vincenzo Solito, l’opera in ebano ed oro, di autore ignoto, risalirebbe ad un periodo tra il XIV ed il XV secolo, quando la Sicilia era colonia Aragonese, ed infatti è pressoché certo che il crocifisso sia stato donato alla Città di Termini Imerese direttamente dal sovrano dell’epoca,  Alfonso V d’Aragona detto “Il magnanimo” in quanto “ […]rimedio per tutte le afflizioni e tribolazioni della città.”

Pare che in ben tre occasioni l’esposizione in processione del crocifisso nero abbia salvato i Termitani da prolungate siccità, Solito ne riporta persino le date “così successe alli 20 di ottobre del 1618. Alli 3 d’aprile del 1625. Alli 4 di novembre del 1630”, e non solo! Nella memoria storica cittadina infatti, l’opera è ricordata anche col nome di “Crocifisso dei pescatori” in quanto questi solevano portarlo in processione, a piedi nudi, dalla vecchia sede della chiesa dell’Annunziata attraverso le vie storiche della città bassa fino alla piazza Sant’Anna, simbolo della marineria Termitana, e da lì fino al mare, facendogli toccare le acque e chiedendo l’intercessione divina per assicurarsi un abbondante pescato al grido di “E chiamumulu ca n’aiuta… Evviva u Crucifissu da Nunziata”. Inoltre, parte degli “ex voto” collegati al crocifisso hanno proprio la forma di barche e pesci, ed è possibile trovarli esposti presso il museo della canonica del Duomo.

Il Crocifisso Nero di Termini Imerese non è l’unico in Sicilia. Altro esempio è quello di Caltanissetta, anch’esso in ebano e risalente al XIV secolo , che il Venerdì Santo viene portato in processione dai “Fogliamari”, a spalla e scalzi, bruciando incenso e intonando canti funebri e di dolore.

 

BIBLIOGRAFIA: Vincenzo Solito “TERMINI HIMERESE CITTA ‘ DELLA SICILIA POSTA IN TEATRO..etc”

SITOGRAFIA:

https://tesoritermitani.wordpress.com/le-opere-artistiche/511-2/?fbclid=IwAR3mvZCyzvrEFVMBPMOw5wpbyB294jbcwRijkVxA5PaPLYwvVa_dVusUi-E

https://beniambientalieculturaliimeresi.wordpress.com/leggende-usanze-divertimenti/le-feste-comerano/u-crucifissu-nivuru-la-festa-che-non-ce-piu/

https://www.madonielive.com/2019/08/04/quando-le-siccita-venivano-scongiurate-dal-miracoloso-crocifisso-nero-di-termini-imerese/

https://beniambientalieculturaliimeresi.wordpress.com/2016/10/11/a-ntinna-a-mari-e-u-cricifissu-nivuru/

https://crocifissidisicilia.wordpress.com/2016/06/30/venerdi-santo-processione-signore-della-citta-cristo-nero-storia-di-caltanissetta-la-piccola-atene/

http://www.firriando.it/festa_pasqua_sicilia.html

Termini Imerese: La suggestiva Via Crucis col Crocifisso Nero apre i Riti Pasquali https://www.youtube.com/watch?v=0o9Et1jMrHQ&fbclid=IwAR0V3SxNSDtQEbLRP09FBoqIURFInsbMEqZ5-L6qNooWvf4qTak-nfEZcBA

Il Cristo Nero di Siculiana

http://www.dailyslow.it/riti-e-miti-nazionali-il-cristo-nero-di-siculiana/

Traduzione Inglese di: Giulia Ceraulo

Traduzione Francese di: Silvia Cirivello