Ricavato nei locali della canonica della matrice dedicata a San Nicola di Bari, il museo espone orificerie e paramenti tessili che, per la loro elevata e raffinata qualità, testimoniano il peso che la città ebbe fin dal medioevo quando fu sede vescovile e la maestria degli orafi palermitani e dei tessitori del passato. siamo in presenza di un patrimonio artistico che attesta la devozione della comunità cristiana Termitana fin dal XVI secolo. Gli strumenti liturgici, quali reliquiari, ostensori, turiboli, navicelle, staureteche sono esposti nelle sale seguendo una disposizione cronologica che prende le mosse dai reliquiari di fattura gotico-catalana e prosegue con opere rinascimentali, barocche, dell’800 e del ‘900, fino a giungere al cosiddetto “Tesoro della Immacolata”. La città infatti fin dal 1600, come è inciso in una lapide della chiesa madre è devota alla Madonna. Introducono il percorso museale costituito da otto sale i reliquiari in argento dorato di San Calogero e di San Gherardo, i più antichi del museo, che mantengono nella loro struttura gli elementi tipici dello stile gotico-catalano, guglie e pinnacoli sui cupolini e bifore nel nodo. L’itinerario prosegue nella seconda saletta, dove ad illuminare l’ambiente sono altri due reliquiari in argento ed argento dorato e, precisamente, una stauroteca in argento e il finissimo reliquiario del “capello della Vergine” nella sua forma ad ostensorio racchiude tutti gli elementi iconografici di un barocco maturo, putti, cherubini, racemi che troveranno il loro acme nella sala successiva dedicata ad uno dei più grandi argentieri palermitani del settecento: Domenico La Villa. Gli oggetti della mensa liturgica da lui realizzati tra il numero 1743 ed il 1757 si arricchiscono di microsculture e personificazioni di virtù. Nell’imponente ostensorio con l’Angelo il La Villa sostituisce il nodo con una nuvola sormontata da un’Angelo barocco a mo’ di telamone che sorregge la teca contorniata dai raggi e da testine alate aggettanti verso il basso. Chiaro è l’intento del museo di volere dare rilievo anche ad opere di spiccata tradizione popolare, ed ecco emergere tra le vetrine che espongono argenti, oggetti preziosi e paramenti sacri il tenero Bambinello di cera, inserito in una teca lignea dei primi del novecento. Interessantissima la navicella in argento di chiara tradizione mitologica, quasi celliniana nella sua composizione che ricorda, infatti, le saliere prodotte in epoca neoclassica: due tritoni poggiano su una base circolare e intrecciano le loro code sorreggendo due coppette a forma di conchiglia unite da un elemento decorativo con il monogramma di Cristo. nella vetrina centrale della quarta saletta una pianeta in taffetà rosa, ricamata con filati in oro e argento con simboli religiosi quali uccelli del paradiso, melograni e papaveri. dal terrazzo della sala si gode un mirabilissimo panorama della città e del suo golfo su cui si staglia la cupola in maiolica azzurra della chiesa barocca dell’Annunziata dalla quale provengono gli ex voto del crocifisso nero tanto caro ai pescatori, costituiti da piccole imbarcazioni sinonimo di scampato naufragio e pesci per la grazia di una buona pesca. La grande sala del Tesoro della Immacolata ha al centro il simulacro del seicento della Vergine venerata dal popolo fino a quando non venne sostituita dalla statua dello scultore Quattrocchi del 1799 che si trova collocata nella omonima cappella all’interno del Duomo. Grandi pannelli raccolgono tutti gli ex voto donati dai fedeli e che fino al 1979 ricoprivano l’intera statua quasi a formare una coltre d’oro durante la processione dell’otto Dicembre. Sono esposti seguendo un ordine tipologico e non cronologico anelli, cammei, orecchini e altri monili in modo da riprodurre figurativamente i simboli marinai come la Torre la M di Maria la sua Corona e lo Stellario. In due vetrine, sono collocati i gioielli che adornano il simulacro durante la processione un paio di orecchini della prima metà del ‘700 della tipologia a fiocco, donati da nobile famiglia Termitana, con diamanti e rubini e una collana in oro giallo con un pendente ovale al cui interno vi è una miniatura su pergamena di San Giuseppe con Bambino.

Bibliografia:

  • Tratto da “Termini Imerese: ritorno alla Civitas Splendidissima” della Dott.ssa Manuela Sinatra incluso nella rivista “I Beni culturali”; anno 2012