La Biblioteca Liciniana dal 1952 ha sede in alcuni locali presso Via Garibaldi un tempo appartenenti al Monastero di S.Chiara, dove per altro ebbe sede per circa cento anni anche l’istituto Liceo-Ginnasio “Gregorio Ugdulena”.

 

Storia

La Biblioteca Liciniana è la Biblioteca Comunale di Termini Imerese. Fu fondata nel maggio del 1800 da Giuseppe Ciprì e prese il nome dal suo pseudonimo, Mopso Licinio, che usava come membro dellaccademia euracea. Ciprì sentì la necessità di fondarla con il fine permettere l’accesso alla cultura a più cittadini possibili.

La Biblioteca Liciniana, che oggi conta circa 100.000 volumi, oltre che un’emeroteca e materiale non libraio come CD, VHS, dischi e foto storiche, vide il suo primo nucleo di volumi costituito dalla raccolta personale dello stesso Ciprì, che poi provvide ad incrementare il fondo librario con volumi donati da cittadini termitani, dall’arciprete Daidone, nonché da figure illustri quali lo storico Nicolò Palmeri nel 1848, dal maggiore Salvatore Drago nel 1859, da Antonio Gargotta nel 1883, dal barone Di Michele di Villaurea e da Liborio Arrigo ed anche Denaro Pandolfini. Il nucleo più importante per antichità dei testi, valore storico e qualitativo è costituito da 4.500 volumi provenienti dalla Biblioteca del Convento di S.Martino delle Scale. Più recenti le donazioni effettuate dalle famiglie dell’Avv. Agostino Di Lisi e del Prof. Giuseppe Navarra.

 

Collezione

I volumi conservati sono in grandissima parte opere di consultazione ed enciclopediche, ma il massimo pregio è dato e da manoscritti come gli Atti dell’Accademia Euracea ed un volume di Agatino Musso, nonché dalle pergamene dei sec. XIV-XVII che contengono i vari privilegi concessi alla città di Termini da sovrani Aragonesi e Pontefici, come l’esenzione dalla dogana, dalla gabella, dall’ancoraggio e dalla decima, lo jus lignandi, l’atto di restituzione del Monte San Calogero di cui si era impossessata Caccamo, il titolo di “Civitas Splendidissima” attribuito da Re Ferdinando nel 1499 ed il patronato di alcune chiese oltre che preziose pergamene greche, latine ed arabe di cui, quest’ultima, datata 1112 d.C. Si aggiunge ad essi la ricchissima collezione di notevole interesse storico e letterario di scritti di Paolo Balsamo, Nicolò Palmeri, Baldassare Romano, Rosina Salvo, Francesco Coppola, Antonino La Manna, Gregorio Ugdulena, Girolamo Sceusa e tanti altri, come importanti scritti del filosofo e teologo Pietro Colonna del secolo XVI e di Fulco Timoteo del secolo XVII, di cui si conserva ad esempio una breve ed universale cronistoria del mondo creato. E’ inoltre custodita documentazione relativa a monasteri e corporazioni religiose soppresse di Caccamo, Montemaggiore Belsito, Caltavuturo, oltre che della stessa Termini e di altri paesi limitrofi, esistenti tra il XVI ed il XIX secolo. La documentazione custodita nella Biblioteca comprende, infine, parte dell’archivio storico comunale tra cui gli Atti dei Giurati di Termini Imerese (XVI-XIX sec), gli Atti del Consiglio Civico (XIX-XX sec) e gli Atti del Decurionato (XIX sec), nonché bandi, ordinanze, libri di conto, registri di lettere e consulte e corrispondenza varia.

Amministrazione

Per volontà del fondatore la Biblioteca fu istituita come ente autonomo amministrato da tre deputati, quali l’Arciprete pro-tempore, che ne era anche il presidente, il barone Di Michele di Villaura e il Sindaco. Il bibliotecario doveva essere scelto tra i sacerdoti dell’Oratorio di S.Filippo Neri o tra i sacerdoti del clero secolare. Con il trascorrere degli anni e l’affievolirsi dei cespiti, l’amministrazione comunale, allo scopo di evitare la chiusura dell’antica istituzione, d’intesa con l’Arciprete e le competenti autorità, nel 1968 stabilì di erigere la Biblioteca Liciniana a Biblioteca Comunale.

 

Bibliografia:

  • “Paesi di Sicilia; Termini Imerese”

Immagini: Gentilmente concesse da Roberto Tedesco

Revisione: Gentilmente effettuata da Manuela Sinatra

Traduzione: Gentilmente effettuata da Federico Mallei

di Salvatore Ciofalo